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Violoncello

 
Il violoncello, spesso denominato nei paesi di lingua anglosassone cello, è uno strumento musicale della famiglia dei cordofoni, composto da quattro corde, accordate ad intervalli di quinta giusta.
Il violoncello è molto più grande del violino ma più piccolo del contrabbasso. Si suona tenendo in piedi lo strumento tra le gambe del musicista, poggiato su un puntale montato sulla parte inferiore. L'esecutore muove l'archetto orizzontalmente sulle corde.

Il nome è di origine italiana e significa "piccolo violone". Il violone è uno strumento musicale obsoleto, una grande viola, simile ad un moderno contrabbasso. Possiamo anzi dire che il contrabbasso sia l'ultimo capostipite della famiglia delle viole. Il violoncello è strettamente associato con la musica classica europea. Fa parte dell'orchestra e compare nel quartetto d'archi e in molti gruppi di musica da camera. Molti sono i concerti e le sonate scritte per violoncello. È meno comune nella musica popolare, mentre lo strumento è a volte utilizzato nei gruppi pop e rock.

Costruzione

Il violoncello è uno strumento musicale complesso, costituito da molte parti. La maggior parte è costituita da legno, ma alcuni componenti e piccoli particolari sono realizzati con l'acciaio, con gomma e altri metalli

Cassa armonica

La cassa armonica, che costituisce l'ossatura principale del violoncello è costruita con il legno, generalmente con abete rosso. La parte posteriore, le coste e il manico sono di solito realizzati in legno di acero, sebbene occasionalmente possano essere in pioppo. Sia il fronte (chiamato tavola) che il retro sono lavorati e tagliati a mano, solo i violoncelli più economici hanno spesso queste parti in laminato, che però dà un suono di qualità inferiore. Le coste sono realizzate esponendo il legno al vapore e piegandolo contro delle forme. Il corpo del violoncello è caratterizzato da un'ampia parte superiore e da un restringimento nella parte centrale, la parte in basso è nuovamente molto ampia, il ponticello e le aperture a forma di f sono nel mezzo.

Manico e paletta

Sopra alla cassa armonica si trova il manico, in legno massello, che termina con la cavigliera (anche tiracorde o paletta) ed infine col riccio (che in alcuni strumenti consiste in una testina scolpita nel legno), il tutto ricavato da un unico pezzo di legno. La cavigliera è composta da quattro piroli usati per l'accordatura di ciascuna corda, che può essere avvolta intorno ad essi, aumentando o diminuendo la relativa tensione. L'ebano viene generalmente impiegato per i piroli, per la tastiera e per il capotasto, che è una barretta posta sulla parte terminale della tastiera e che fornisce l'appoggio alle corde. Altri legni scuri, come il legno di bosso o il palissandro possono essere impiegati.

Cordiera

Nella parte inferiore, le corde sono mantenute in tensione dalla cordiera, che a sua volta é agganciata tramite un cavo metallico al bottone da cui fuoriesce il puntale che sostiene il violoncello quando lo strumento viene suonato. La cordiera può essere in legno, in metallo o in materiale plastico. In questi ultimi due casi, può incorporare i tiracantini, che consentono una accordatura più fine rispetto ai piroli.

Puntale

Il puntale sostiene il violoncello quando lo strumento viene suonato. Normalmente in metallo, è retraibile e può essere regolato ad un altezza a piacere. La parte terminale del puntale può essere o no coperta da un gommino, a seconda del pavimento, in modo da evitare movimenti dello strumento o il suo scivolamento.

Ponticello e feritoie

Il ponticello tiene sollevate le corde al di sopra della tastiera. Il ponticello non è incollato, sono le corde con la loro stessa tensione a mantenerlo in posizione. Le feritoie, dalla caratteristica forma di f sono collocate su ambo i lati del ponticello, con lo scopo di permettere al suono di fuoriuscire. Inoltre le stesse feritoie possono risultare utili per l'accesso da parte del liutaio all'interno della cassa acustica.

Parti interne

Internamente, il violoncello ha due componenti importanti: una catena (bass bar), listerella di legno incollata al di sotto della tavola negli strumenti ad arco, e un'anima (sound peg o sound post), pezzetto di legno di forma cilindrica incastrato, non incollato, tra il fondo e la tavola dello strumento). La catena ha anche lo scopo di rinforzare la parte posteriore del violoncello, contribuendo a conferirgli maggiore rigidità. L'anima contribuisce alla diffusione delle vibrazioni che dalle corde, attraverso il ponticello, mettono in vibrazione la cassa, amplificando il suono emesso dalle corde stesse. Come il ponticello, anche l'anima non è incollata, ma è tenuta in posizione dalla tensione esercitata dal ponticello e dalle corde sulla tavola.

Archetto

Tradizionalmente, l' archetto è costruito con legno di Pernambuco (quelli di migliore qualità) o legno brasiliano (di qualità inferiore). I due legni derivano dalla stessa specie di alberi (Caesalpina sappna L, o legno sappon, originari dell'Asia), ma il pernambuco costituisce la parte centrale dell'albero ed è molto più scuro (il legno brasiliano viene colorato di scuro per renderlo simile). Il pernambuco è un legno pesante, resinoso e molto elastico. Presenta inoltre una grande velocità nella propagazione del suono, il che lo rende il legno ideale per gli archi degli strumenti musicali. I crini provengono dalla coda di cavallo, anche se ve ne sono disponibili di origine sintetica. L'archetto può inoltre essere realizzato in fibra di vetro o in fibra di carbonio (o in legno con un'anima in fibra di carbonio), come alternativa all'archetto in legno tradizionale (sono stati anche prodotti archi di bambù). I crini sono rivestiti di colofonia, detta comunemente pece, (cosparsa di solito ogni volta che lo strumento viene suonato) per aumentare la presa sulle corde. I crini sugli archetti devono essere sostituiti periodicamente dal momento che col tempo tendono a perdere la loro capacità di porre in vibrazione le corde. I crini sono mantenuti in tensione per mezzo di una vite che allontana la parte detta tallone, che è il manico che si utilizza per impugnarlo. Mantenere l'archetto in tensione per lunghi periodi di tempo può danneggiarlo, incurvandone lo stelo.